Ovviamente la Chiesa, misogina, sessista e incubatrice di pedofili, non scomunica il padre stupratore!! La bambina? Per loro è solo un contenitore!!
In Brasile la madre di una bambina di 9 anni, stuprata in casa dal patrigno e incinta di due gemelli, dopo avere autorizzato l'aborto della figlia è stata scomunicata dall'arcivescovo cattolico José Cardoso Sobrinho, insieme al personale dell' ospedale di Pernambuco che lo ha praticato. La bambina da tre anni veniva violentata dal patrigno Jailton José Da Silva, insieme alla sua sorella maggiore di 14 anni, minorata mentale. La legge brasiliana permette l'aborto in caso di stupro o se la madre è in pericolo di vita.
Quando la piccola è rimasta incinta di due gemelli (pesa 36 chili, è alta 1 metro e 36), rientrando in entrambe le situazioni, i sanitari - la bambina era arrivata all'ospedale lamentando forti dolori al ventre, e l'ecografia che le era stata fatta aveva rivelato una gravidanza di quattro mesi - sono
intervenuti con farmaci che inducono l'aborto, come è legale in Brasile da 16 anni, dopo aver avuto l'autorizzazione della madre. Il giorno seguente è arrivata la scomunica dell'arcivescovo, che ha anche affermato: "La legge di Dio è superiore alla legge degli uomini. Quando una legge promulgata dai legislatori umani va contro la legge di Dio, perde ogni valore".
José Cardoso Sobrinho, arcivescovo di Olinda e Recife, 76 anni, docente di diritto canonico, fa parte dell'ala più conservatrice della chiesa cattolica latinoamericana. E' uno dei protagonisti dello scontro tra governo Lula e chiesa cattolica brasiliana, un conflitto inasprito dalla visita di Ratzinger nel 2007. Non ha avuto parole di condanna nei confronti del padre stupratore, che dopo essere stato arrestato si è difeso dichiarando che "è stata lei a prendere l'iniziativa". L'arcivescovo ha detto che non lo ha scomunicato per un preciso motivo: "Il suo peccato è abominevole ma non è compreso nella scomunica. Esistono tanti altri peccati gravi ma il più grave è l'aborto, l'eliminazione di una vita innocente".
La conferenza episcopale brasiliana ha organizzato una massiccia campagna contro l'aborto, creando una "lobby" parlamentare che sostiene una legge contro l'aborto anche in caso di stupro, e che vuole negare alle donne che hanno abortito dopo uno stupro assistenza medica pubblica e gratuita.
martedì 10 marzo 2009
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1 commenti:
certo.come puo' la chiesa,da sempre covo di pedofili e di gay(che spesso indossano l'abito solo per nascondere le proprie tendenze sessuali)scomunicarne uno?se cosi fosse, direi che molte chiese si svuoterebbero e cosi la chiesa stessa perderebbe la propria autorita.bisognerebbe conoscere i gusti sessuali di chi h scomunicto la bambina..cmq oltre a tutta la mia soidarieta' vorrei dire a questa piccola che da una chiesa cosi' e moto meglio esserne scomunicati che faarne parte.marianna franco
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