giovedì 2 febbraio 2012

CENA CON DELITTO a Bologna con FUORICAMPO


Ritornano le cene di Fuoricampo!! 
Sabato 18 Febbraio '12 
siete invitate a una...
CENA CON DELITTO
Una cena diversa dal solito con un delitto da risolvere!
Saranno le commensali, comodamente sedute al proprio tavolo, a risolvere il giallo della serata e indovinare chi delle attrici è l'assassina.
Il tavolo vincitore della cena con delitto riceverà un bellissimo premio!

Gradito dressing code anni '60

Segue dalle ore 23.30  la festa >
ROCK' N' ROLL SUICIDE > con i-DI  dj 

Le cene di FUORICAMPO? > > > CIBO > PAROLE > MUSICA > ARTE
Buon cibo, buona musica, un ambiente dove poter parlare. Un luogo per conoscersi o rivedersi. 
Musica dal vivo > mostre di arti visive > teatro > letteratura > cinema > alcune delle cose che Fuoricampo ama unire all'arte della cucina.  Un'iniziativa di autofinanziamento che permette all'associazione di portare avanti molte attività. 

La selezione musicale sarà curata durante la serata da i-DI dj

I posti sono limitati e si entra solo su prenotazioneIniziativa solo donne. 

Dalle ore 21 e la cena è solo con prenotazione. 
Per il dopocena cioè la festa non serve prenotazione
Per info e prenotazioni potete scrivere una mail a info@fuoricampo.net

La cena è un' evento di autofinaziamento per il festival Some Prefer Cake


lunedì 9 gennaio 2012

Fuoricampo presenta l'ultimo libro di Laura Schettini: Il gioco delle parti, Travestimenti e paure sociali tra Otto e Novecento




Il gioco delle parti ci parla di storie di donne e uomini che, nell’Italia tra Otto e Novecento, manipolavano audacemente il loro destino assumendo gli abiti e il ruolo sociale dell'altro sesso. I travestimenti di genere diventano un'emergenza sociale per l'opinione pubblica, la stampa, gli scienziati, la Pubblica sicurezza, ma anche, dall'altra parte, un esercizio di libertà per nuovi gruppi sociali e una sfida simbolica ai modelli di mascolinità e femminilità dominanti.

Ne parlerò con Laura Schettini insieme a Beatrice Busi, Porpora Marcasciano, Michele Lamedica, 
dalle ore 19 presso Atlandide di Porta Santo Stefano 
Programma della serata un aperitivo mangereccio e la presentazione del libro e con l'autrice.

A seguire proiezioni, immagini e musica.


Organizzano la serata: Fuoricampo Lesbian Group, Laboratorio Smaschieramenti,  MIT (Movimeto Identità Transessuale), AntagonismoGay in collaborazione con Some Prefer Cake- Bologna Lesbian Film Festival e Divergenti Festival Internazionale di Cinema Trans

sabato 17 settembre 2011

Passing Divas _ Donne, musica e travestimenti l'anteprima di Some Prefer Cake

Passing Divas
Donne, musica e travestimenti

EVENTO PRE-FESTIVAL
16-17 settembre 2011
Museo della Musica Palazzo Sanguinetti
Strada Maggiore 34 Bologna
Un evento di Some Prefer Cake - Bologna Lesbian Film Festival

in collaborazione con Comunicattive e Museo della musica di Bologna con il patrocinio del Quartiere San Vitale

L’escamotage del travestimento ha rappresentato per molte donne, nel corso della storia, la possibilità di esercitare libertà di movimento e di affermazione nel mondo.
A partire dalla Harlem Renaissance degli anni Venti, numerose musiciste - Ma Rainey, Bessie Smith, Gladys Bentley, Alberta Hunter, Ethel Waters, Ruby Lucas, Peggy Gilbert solo per citarne alcune - hanno usato gli abiti maschili per poter suonare e per vivere e cantare liberamente il proprio lesbismo.
Queste artiste non hanno però avuto la stessa notorietà che ha reso icone e miti alcuni jazzisti, cui sono state peraltro paragonate. Se Tiny Davis veniva definita la Louis Armstrong degli anni Quaranta, perché non ha un’analoga notorietà?
Passing Divas presenta una carrellata di musiciste che hanno usato abiti maschili in modi e con esiti diversi, ma tutte unite dalla necessità di uscire dalle limitazioni imposte al loro sesso.

Programma
Venerdì 16 settembre 2011
Ore 19.00 - Cortile
Aperitivo musicale e inaugurazione evento
Ore 21.00 – Sala eventi
UNA live
Passing Divas presenta in anteprima assoluta il progetto solista di Marzia Stano, in arte UNA, front woman della band rock Jolaurlo. UNA scrive canzoni 'New Beat' con un linguaggio semplice e diretto, che nasce dalla tradizione cantautoriale italiana, e dal folk della sua terra d'origine la Puglia, contaminata e rinnovata da una veste stilistica che ricorda, per composizione musicale e vocalità , la scena Punk americana degli anni '70. L'artista renderà omaggio alle "passing divas"che hanno aperto la strada alle donne in musica, divertendosi a giocare con i ruoli di genere. Special guest per la serata, tre protagoniste della scena musicale indie e rock italiana, Angela Baraldi, Sarah Fornito delle (Diva Scalet) e Stefania Centonze (Ex Mumble Rumble).
UNA LIVE
MARZIA STANO
aka UNA (chitarra acustica e voce)
LUCIO MORELLI ( piano e synth )
NICOLA NEGRINI (contrabbasso)
GIANNI MASCI (chitarra elettrica).
SPECIAL GUEST: ANGELA BARALDI, SARAH FORNITO, STEFANIA CENTONZE

Sabato 17 settembre 2011
Ore 19.00 - Cortile
Aperitivo musicale con video installazione
Ore 21.00 – Sala eventi
Proiezioni dei film:
T’aint Nobody’s Bizness: Queer Blues Divas Of The 1920s
Regia Robert Philipson
Usa, 2011
Documentario, 29’
Anteprima nazionale
Attraverso interviste, immagini d’epoca e filmati di repertorio scopriamo le pioniere del blues, ribelli a tre diverse oppressioni. Nere, donne, lesbiche, attraverso un uso provocatorio del travestimento e liriche esplicite, hanno cantato il proprio modo di vivere.
International Sweethearts of Rhythm
Regia Greta Schiller e Andrea Weiss
Usa, 1986
Documentario, 30’
Le "International Sweethearts of Rhythm" furono una grande band jazzistica femminile degli ultimi anni Trenta. La band delle Regine dello swing era aperta a donne di tutte le età e razze e si esibiva anche nel sud degli Stati Uniti sfidandone le leggi razziste.
Tiny and Ruby: Hell Divin' Women
Regia Greta Schiller e Andrea Weiss
Usa, 1986
Documentario, 40'
La storia di Tiny Davis, la leggendaria trombettista della band "Sweethearts", e Ruby Lucas, sua amante per quarant’anni, percussionista del gruppo. Negli anni Quaranta Tiny Davis era considerata la Louis Armstrong al femminile.

Ingresso 8 euro
Entrata fino ad esaurimento posti
info@someprefercakefestival.com
ufficiostampa@comunicattive.it

mercoledì 20 luglio 2011

Il Governo italiano sotto esame dal Comitato CEDAW delle Nazioni Unite


Siamo arrivate da pochi giorni a New York e già stiamo rifacendo le valigie per tornare in Italia, riabbracciare i nostri cari e rimetterci a lavorare. Non siamo state delle buone turiste per la grande mela, ma sicuramente la nostra presenza come piattaforma “Lavori in corsa: 30 anni CEDAW ” è un elemento di avanzamento per i diritti delle donne in Italia. Ma che cosa è la CEDAW? È un trattato, uno dei principali delle Nazioni unite, del 1979, sottoscritto da quasi tutti i Paesi del mondo, per assicurare l’applicazione e il pieno godimento dei diritti delle donne. L’Italia ha ratificato la Convenzione per l’Eliminazione di ogni discriminazione contro le donne nel 1985. Ogni 4 anni i vari governi devono presentare un rapporto ad un Comitato di 23 membri, esperti da tutto il mondo, per illustrare cosa hanno migliorato, come e quali risultati hanno ottenuto. Nel corso della 49a sessione alle Nazioni Unite, il 14 luglio a New York,  hanno risposto i rappresentanti del governo italiano. Il Comitato CEDAW, ha discusso e chiesto ulteriori informazioni alla delegazione governativa composta da 25 rappresentanti del governo venuti a New York e altrettanti presenti in video conferenza da Roma.  Come voce di controcampo, il comitato ha ricevuto altri 4 rapporti ombra, tra cui quello preparato dalla piattaforma “Lavori in corsa: 30 anni CEDAW”, che mette in luce quanto ancora  c’è da fare in Italia per garantire un eguale e soprattutto reale accesso e partecipazione alla politica, al lavoro, alla salute, alla protezione dalla violenza, alla cultura etc.. a tutte le italiane, migranti, seconda generazione, disabili, rom e alle persone con diverso orientamento sessuale.

È la prima volta che la società civile italiana presenta un rapporto ombra e partecipa alla sessione di valutazione, siamo state presenti in tre, due rappresentanti di Fondazione Pangea e una di Giuristi Democratici. Per noi è stata un’emozione non da poco essere lì! La piattaforma ha fatto uno sforzo enorme, sia economico (dobbiamo ancora pagare i traduttori e non sappiamo come fare) che di impegno e di coordinamento! Abbiamo lavorato per giorni interi facendo nottate, abbiamo tolto tempo ai nostri cari, ai figli, al nostro sonno, pur di dire “noi ci siamo e non siamo contente di come state lavorando si deve fare di più per i diritti e la partecipazione delle donne e non solo”. Il rapporto, elaborato ha raccolto l’adesione di oltre 120 organizzazioni della società civile sia nazionali che locali e centinaia tra di singoli donne e uomini, creando un comune denominatore tra tante realtà molto diverse tra loro.

Il messaggio deve essere chiaro, non stiamo parlando male del ministero pari opportunità, anzi, stiamo parlando dei problemi strutturali nel riconoscere in ogni ministero e al governo, un approccio di genere che sia inserito nelle politiche e nella loro applicazione.

I rappresentanti del governo hanno risposto alle domande del Comitato CEDAW alle Nazioni Unite  per quel che hanno potuto ma non sono stati in grado di dare informazioni esaustive in diversi  punti critici. Molte domande sono rimaste inevase. Avanzare il pretesto dei problemi di budget per giustificare la non applicazione di politiche inclusive delle donne non può essere utilizzata perché molte azioni possono realizzarsi senza intaccare il bilancio, anzi, utilizzare un approccio di genere  potrebbe rendere molto più efficiente l’allocazione delle voci della spesa pubblica permettendo l’inclusione delle donne in ogni settore e l’accesso ai loro diritti al pari di quelli degli uomini. Lo smalto che ha perso l’Italia nei contesti internazionali è anche dovuto al fatto che non si rispetta mai lo standard internazionale richiesto, siamo tra gli ultimi nelle classifiche europee che indicano quanto un paese sta progredendo, e, pur essendo tra i paesi del G8, non siamo di esempio per gli altri perché non applichiamo molte delle direttive europee che ci renderebbero più credibili davanti alle Nazioni Unite. Un esempio? La l.188/2007 sulla base di una direttiva europea aiutava a contrastare  la pratica delle dimissioni in bianco sopratutto per donne in maternità ed è stato uno degli atti abrogati dal governo nel 2008. Noi donne garantiamo il ricambio generazionale per la società italiana, mettendoci il nostro sforzo fisico, psicologico, emotivo perché incinte, e dopo abbiamo una buona possibilità di restare a casa, senza possibilità di scegliere e tornare a lavorare, come il diritto alla salute riproduttiva che si sta sempre più restringendo in tutte le regioni. Quanto ancora dovremo aspettare? In Italia le donne contano oltre il 53% della popolazione, e una democrazia di solito è rappresentata dalla maggioranza. Basterebbe applicare l’art.51 della Costituzione per avere più donne in politica. Siamo noi a laurearci di più e con i migliori voti, ma solo il 14% delle donne è professore ordinario all’università. Poco meno di una donna su due lavora, a sud una su tre, le altre perdono la speranza e non cercano neanche lavoro. Lo sforzo delle politiche va nella direzione di rimettere a casa, ma forse il governo non ha capito che i tempi sono cambiati e che saremo noi, che da secoli sopportiamo le maggiori sofferenze e perdite, che siamo il fattore di sviluppo e progresso per garantire a tutti il pieno godimento della vita. A questo punto aspettiamo con ansia un incontro con i rappresentanti del governo italiano e di avviare un dialogo costruttivo, per cercare di cambiare, insieme, il presente e il futuro delle donne in Italia. Donne yes we can!

Simona Lanzoni, Barbara Spinelli, Claudia Signoretti per la piattaforma “Lavori in corsa: 30 anni CEDAW”

lunedì 18 luglio 2011

Torna a settembre a Bologna la quinta edizione di Some Prefer Cake

Torna a settembre a Bologna per la quinta edizione Some Prefer Cake, il festival internazionale di cinema lesbico. Quattro giorni di proiezioni di cinema lesbico proveniente da tutto il mondo, con molta produzione indipendente e numerose anteprime nazionali, incontri, presentazioni di libri, mostre e feste. SPC quest’anno esplora l’espressione cinematografica in tutte le sue declinazioni e il rapporto tra linguaggio cinematografico e altri linguaggi espressivi. Con la letteratura, il fumetto e la musica ci muoviamo tra tre piani: parola, immagine e suono. 


 
Le sezioni OURstories, tHEoRy e ANIMAtion ci accompagnano anche in questa edizione in un percorso di mappatura storica, analitica ed emotiva dell’esperienza e dell’immaginario lesbici in diverse epoche e in diversi luoghi del mondo: le vite avventurose di musiciste che si travestivano da uomini per poter suonare lo swing e il jazz, le eroine di carta che raccontano il mondo attraverso il racconto di sé, la scrittura letteraria che dialoga con quella cinematografica. Some Prefer Cake si sviluppa attraverso un percorso di eventi culturali diffuso nella città e nell’arco dell’anno che culmina con le giornate del festival. Celebriamo la ricchezza del cinema lesbico.

 
Some Prefer Cake - Bologna Lesbian Film Festival will be back this September for its 5th edition. Four days of screenings, talks, exhibitions, parties. This year we’ll explore the relationship of cinema with literature, comics and music. Three different expressive mediums that will uncover all the richness of word, image and sound. Let’s celebrate the richness of lesbian cinema.

venerdì 25 marzo 2011

È on-line il bando di concorso per la 25° edizione del Festival MIX Milano di cinema gay lesbico.

25° Festival MIX Milano di cinema gay lesbico e queer culture

La 25° edizione si svolgerà dal 25 al 31 maggio 2011 al Piccolo Teatro Strehler


Milano, 21 marzo 2011 - È on-line il bando di concorso per la 25° edizione del Festival MIX Milano di cinema gay lesbico e queer culture, che si svolgerà al Piccolo Teatro Strehler di Milano dal 25 al 31 maggio 2011.

Sul sito www.cinemagaylesbico.com sono reperibili la scheda di partecipazione e il regolamento del concorso. La scadenza delle iscrizioni è fissata per il 20 aprile 2011.

Dal 1986, il Festival Mix Milano è l’unico evento milanese dedicato alla proiezione pubblica di film a tematica lesbica, gay e trans gender e per affluenza di pubblico - oltre trentamila spettatori solo negli ultimi due anni, uno dei più seguiti festival italiani. In sette giorni, 100 titoli tra documentari cortometraggi e lungometraggi (italiani e stranieri), tre giurie, venti dj set, dieci feste, una queen of comedy, una queen of music, dieci scrittori, due conduttori radiofonici, uno spettacolo teatrale, un concerto live.

Per l'edizione 2011 sono ammesse opere di ogni tipo e durata, che per tematica o autore possano essere di interesse per lesbiche, gay, bisessuali e transgender. La selezione dei lavori è insindacabilmente rimessa alla discrezionalità del Festival MIX Milano, nelle persone del Direttore Artistico, Giampaolo Marzi, e dei responsabili della ricerca film e programmazione, Claudia Mauti e Rafael Meira Maniglia.

Per essere idonee alla selezione le preview delle opere devono essere inviate, esclusivamente su supporto DVD indicando il titolo del film/video, il nome del regista e un numero di telefono/fax/email, all’attenzione di Giampaolo Marzi – Programming Team FESTIVAL MIX MILANO – presso MBE in via Cenisio 78, 20154 Milano.

Il programma completo sarà annunciato entro il 10 maggio 2011.

Per qualsiasi informazione, sono a disposizione il sito www.cinemagaylesbico.com / www.festivalmixmilano.com

applicazione omofobica in I-Tunes Store

Apple soccombe sotto la valanga delle proteste per l’applicazione omofobica sviluppata da Exodus International. Dopo essere rimasta sorda per giorni alle rivendicazioni degli attivisti per i diritti degli omosessuali, la casa di Cupertino ha finalmente deciso di eliminare dall’iTunes Store la cosiddetta app “cura-gay”. Una decisione tardiva e che mette una pezza solo in parte alla posizione ufficiale del marchio, trinceratosi tuttora dietro a un “no comment” sulla vicenda (al momento in cui pubblico non è stato ancora diramato alcun annuncio ufficiale nemmeno sul ritiro dell’applicazione).

Questa volta l’adesione di comodo al referendum per garantire pieni diritti alle coppie omosessuali o la cancellazione estremamente politically correct della parola gay dalle proprie applicazioni non basterà. Sulla Apple, infatti, è piovuta una vera e propria valanga di accuse di omofobia a pochi giorni dalla pubblicazione sul suo App Store dell’applicazione di Exodus International. Gli intenti dell’applicazione non lasciano spazio ad equivoci fin dalla sua stessa descrizione: “fornire accesso a news, informazioni e risorse di Exodus International, per incoraggiare, educare ed equipaggiare il Corpo di Cristo al fine di affrontare il problema dell’omosessualità con grazia e verità”.

mercoledì 23 febbraio 2011

Presentazione de La scomparsa dell'alfabeto di Valeria Viganò a Bologna

La scomparsa dell'alfabeto di Valeria Viganò

Giovedì 24 febbraio h19.00
Fuoricampo c/o Biblioteca Italiana delle Donne - Bologna
Del Piombo, 7 (la Palazzina)
Bologna


  Fuoricampo vi invita alla presentazione del libro:
La scomparsa dell’alfabeto di Valeria Viganò
nottetempo edizioni

Sarà presente l’autrice.
Converseranno con lei di letteratura lesbica, Luki Massa e Paola Guazzo


In collaborazione con il Centro delle Donne Città di Bologna e la Biblioteca Italiana delle Donne

“Voglio che tu raccolga una storia”, Nona assume il tono grave di un ordine, vorrei raccontartela come uno dei miei romanzi, perché di scriverla davvero non sono piú capace”. Eccentrica, sarcastica, la protagonista della Scomparsa dell’alfabeto è una donna anziana che vive negli interstizi dell’età, in una giovinezza dello spirito che ha accompagnato la sua intera vita, ma anche un essere umano che sta per perdere la memoria. Chi ascolta la storia per esserne unico testimone è un vecchio amico psicanalista, abbandonato dalla moglie, che vive la sua professione nella solitudine. Le parole che si diranno riguardano l’amore perfetto di Nona per la dottoressa Merkel. Una passione travolgente tra due donne ma anche una relazione pericolosa tra una paziente e la sua psicoanalista, piena di rabbia e di pietà. Nella Scomparsa dell’alfabeto Valeria Viganò racconta di quel che sopravvive quando si scopre che l’orizzonte dei sentimenti non è piú infinito e l’esistenza è il segno di quel che passa e di quel che rimane.



Valeria Viganò è nata a Milano e vive a Roma da trent’anni. Collabora da diciotto anni con L’Unità e da sei con La Repubblica. Ha lavorato per la radio con programmi e radiodrammi e insegna da anni scrittura creativa: attualmente tiene i corsi alla Casa Internazionale delle Donne a Roma.

Tra i suoi libri ricordiamo Il tennis nel bosco (Theoria, 1989); Prove di vite separate (Rizzoli, 1992); L’ora preferita della sera e Il piroscafo olandese (Feltrinelli, 1995 e 1999); Siamo state a Kirkjubaerklaustur (Neri Pozza, 2004).













Dalle ore 19.00 Aperitivo mangereccio > Presentazione presso la Biblioteca Italiana delle Donne > (La Palazzina) Via Del Piombo, 7 BO - info@fuoricampo.net http://www.fuoricampo.net/ - 3391408010


L'evento rientra nel IL FEBBRAIO DI SIAMO LA CULTURA - mettiamo la cultura al centro.

martedì 4 gennaio 2011

E'uscito Orgoglio e Pregiudizio, terzo quaderno viola, sulle lesbiche in Italia Orgoglio e pregiudizio Le lesbiche in Italia nel 2010: politica, storia, teoria, immaginari

a cura di Lidia Cirillo, Fabiola Correale, Paola Guazzo, Claudia Lopresti, Eva Mamini, Anna Muraro
Edizioni Alegre, Roma 2010
euro 5

Più o meno una quindicina di anni fa la prima serie dei Quaderni Viola pubblicava il suo quarto numero, E l'ultima chiuda la porta, sul tema della politica lesbica. Il quaderno venne accolto con curiosità e interesse, ebbe un'ampia diffusione e alcune significative recensioni, fu lungamente commentato da Teresa de Lauretis nel suo libro Soggetti eccentrici (Feltrinelli 1999). Vi lavorarono insieme per gran parte del 1995 la redazione dei Quaderni Viola e il Laboratorio di Critica Lesbica, un piccolo gruppo che avrebbe poi avuto un importante ruolo nella fondazione di ArciLesbica.
Una prima domanda che ci siamo poste nell'evocare quel vecchio numero è stata la seguente: che cosa è cambiato da quel 1995 in cui discutemmo appassionatamente del rapporto tra femminismo e politica lesbica? Si può rispondere prima di tutto che molte cose sono cambiate in due direzioni esattamente opposte con il risultato ultimo di un'apparente immobilità.
C'è stato prima di tutto un mutamento evidente nel femminismo. Per la prima volta nella storia italiana un movimento ampio, come quello che ha manifestato contro la violenza alle donne nel novembre del 2007, si è chiamato “di femministe e lesbiche”, riconoscendo apertamente l'esistenza al suo interno di una componente di donne che amano le donne. C'è stato poi un cambiamento nella scena politica su cui ha fatto irruzione il Pride, che porta ogni volta in piazza decine di migliaia di persone, costringe la politica a prendere posizione e la stampa a rompere il silenzio. Inoltre, ai tempi di quel quarto quaderno della vecchia serie, una serie televisiva come The L Word sarebbe stata impensabile e non c'erano parlamentari dichiaratamente gay, lesbiche o trans.
Altri fenomeni invece vanno in direzione opposta. L'Italia è ancora uno dei pochi paesi del mondo nord-occidentale in cui il movimento non ha ottenuto nulla sul piano dei diritti e delle misure contro l'omofobia, mentre lesbiche, gay e trans sono esposti oggi molto più di ieri alla violenza omofoba.
Orgoglio e pregiudizio, terzo Quaderno Viola della nuova serie post-2000, tenta di fare il punto sulla situazione delle lesbiche in Italia, sia dal punto di vista politico che da quello storico, teorico ed immaginario, senza ambizioni sbagliate sul fornire la “linea” del movimento o di chiudere un mondo complesso in un quadro capziosamente esaustivo, ma anche senza timore di esprimere una lettura della realtà e di tracciare una prospettiva politica.
La redazione che ha lavorato ad Orgoglio e pregiudizio è composta da Lidia Cirillo, Fabiola Correale, Paola Guazzo, Claudia Lopresti, Eva Mamini ed Anna Muraro. Sono presenti anche contributi di Paola Biondi, Laura Corradi, Daniela Danna, Rosanna Fiocchetto, MFLA Radio Onda Rossa e Daniela Santoro. Si possono leggere inoltre tre interviste ad esponenti del movimento lesbico: Elena Biagini, Cristina Gramolini e Luki Massa.

We can do it

E' morta a 86 anni l'operaia che diede il volto a Rosie the Riveter, la giovane in maniche di camicia che mostrando i muscoli invitava gli americani ad andare avanti durante la II Guerra Mondiale nel noto poster "We can do it", diventato negli anni un manifesto del femminismo americano.




Lei, Geraldine Doyle, aveva scoperto di essere la protagonista del poster solo nel 1982 sfogliando per caso un gionale e riconoscendosi nella ragazza col fazzoletto a pois bianchi e rossi.

L'immagine, che fu scattata da un fotografo della United Press quando Geraldine aveva solo 17 anni e lavorava come operaia in una fabbrica del Michigan, fu poi scelta da un grafico del War Production Coordinating Committee per il celebre manifesto.

venerdì 24 dicembre 2010

X Factor è il meglio che Bologna può proporre?

Lettera aperta della rete Siamo la cultura sul Capodanno a Bologna

Se condividi questa lettera, copiane il testo su una mail e inviala all’indirizzo della cancellieri segreteriacommissario@comune.bologna.it











Abbiamo appreso dai quotidiani bolognesi che la gestione commissariale ha incaricato la Ballandi Entertainment S.p.a. di organizzare il capodanno 2010: la serata presentata da Francesco Facchinetti vedrà esibirsi sul palco di piazza Maggiore i concorrenti della nota trasmissione televisiva X Factor.

Inutile dire quanto la proposta ci lasci di stucco, dopo mesi di dibattito sul rilancio della cultura a Bologna quale punto di forza della città e motore per il rilancio dell’economia. Come rete Siamo la cultura già da mesi ci sforziamo di attirare l’attenzione sulle associazioni culturali che, nonostante la penuria di spazi e finanziamenti, giorno dopo giorno si impegnano per mantenere alto il livello e la quantità delle offerte culturali in città.

Il pubblico italiano è afflitto da una televisione spazzatura che non contribuisce ad affinarne il gusto e la capacità critica. È avvilente vederne riproposto il palinsesto nella piazza principale di Bologna, città che avrebbe ben altro da offrire ai suoi cittadini se volgesse lo sguardo alle mille realtà che la animano ogni giorno.

In un momento in cui vengono tagliati i fondi per i servizi e per le iniziative culturali di provata qualità, ci chiediamo da dove provenga il budget che servirà a finanziare questo spettacolo. Abbiamo appreso dalla stampa notizie discordanti sul costo: Repubblica parla di 150 mila euro coperti in parte dai privati, il Corriere di 250 mila coperti interamente dai privati.

Siamo decisi a compiere le pratiche necessarie per avere un esatto resoconto dei costi pubblici e privati di questa iniziativa e a informarne tutti i cittadini che sono normalmente utenti delle nostre numerose iniziative culturali

La somma prevista, pubblica o privata lo scopriremo a breve, è uno schiaffo a tutti e tutte coloro che in città sono costretti a sempre maggiori sacrifici, a vedere tagliati servizi essenziali e chiusi spazi e attività che svolgono, attraverso la cultura, una funzione di coesione sociale sul territorio. Non era possibile proporre ai privati una iniziativa che coinvolgesse le realtà creative cittadine, come accade ormai da anni con il bando – a nostro avviso troppo esiguo – per l’ideazione del vecchione rivolto ad artisti e artiste della città? Non si poteva convogliare parte di quei finanziamenti su attività e servizi fondamentali per la cittadinanza, come le piccole biblioteche di quartiere che sono a rischio di chiusura?

Una gestione differente della serata dell’ultimo dell’anno, realizzata con la collaborazione delle migliori risorse della città, avrebbe potuto offrire un segno di cambiamento alla cittadinanza Bolognese nella direzione del rilancio dell’immagine della città legata alla produzione culturale. Un’occasione mancata, e un’ulteriore conferma del dominio, nel campo delle politiche culturali, della logica del grande evento commerciale.

lunedì 22 novembre 2010

A Bologna il Festival di Cinema Lesbico

Some Prefer Cake
Bologna International Lesbian Film Festival
4a edizione

Bologna 3-5 dicembre 2010 
Cinema Nuovo Nosadella

www.someprefercakefestival.com


Torna Some Prefer Cake con un'abbuffata di cinema e cultura lesbica.

Dal 3 al 5 dicembre Some Prefer Cake porta a Bologna il cinema lesbico da tutto il mondo: 48 tra corti e film, 24 anteprime italiane e 3 anteprime europee, due sezioni dedicate al documentario e all’animazione, 
incontri con protagoniste della cultura lesbica internazionale.

Some Prefer Cake celebra la ricchezza del cinema lesbico!

Attraversando la gamma variegata e irriducibile di generi e registri del linguaggio cinematografico e le sfaccettature più diverse dell’immaginario lesbico,Some Prefer Cake esplora tematiche esistenziali, affettive, sessuali e politiche, in un mondo popolato da vampire lesbiche, anziane risvegliate ai ricordi, bambine irriverenti, butch e femme, clown queer, musiciste dyke rock, galli e topi, professoresse seducenti, vicine di casa e, ovviamente, stupende guerriere femministe.

Il festival presenta in anteprima europea Mountains That Take Wing, una conversazione sulla vita, le lotte e la liberazione tra Angela Davis e Yuri Kochiyama, due protagoniste indiscusse delle lotte per i diritti civili negli Stati Uniti. Tra le prime nazionali invece Elena Undone, passionale storia d’amore tra la moglie di un pastore omofobo e una scrittrice lesbica dichiarata e Bloomington, che rielabora il topos lesbico ricorrente della relazione tra studentessa e insegnante.





Due gli appuntamenti di spicco con la cultura lesbica a Some Prefer Cake. Sabato 4 dicembre il festival ospita Judith Halberstam, una delle più note teoriche queer a livello internazionale, per la presentazione di Maschilità senza uomini, primo libro che traduce in italiano alcuni dei suoi scritti sui modelli di maschilità femminile, a partire dalle drag king nel contesto angloamericano degli anni Novanta. Domenica 5 alla Biblioteca Italiana delle Donne Omaggio a Michèle Causse teorica e scrittrice lesbica radicale francese morta nel luglio di quest’anno.

SPC è anche un esperimento di convergenza fra cinema, cultura e intrattenimento.
Il bar SPC, dall’apertura fino a tardi, con DJ set per tutta la durata del festival, è una parte essenziale dell’esperienza di Some Prefer Cake.





Tutto il programma on line su www.someprefercakefestival.com/

Sul sito tutte le info per alberghi e luoghi:
http://www.someprefercakefestival.com/luoghi.htm

Per tutte le info:
info@someprefercakefestival.com

domenica 21 novembre 2010

Ljubljana 26° Festival di Cinema Lesbico e Gay

Si svolge a Ljubljana, dal 27 novembre al 5 dicembre, il 26° Festival di Cinema Lesbico e Gay.
E' tra le più vecchie manifestazioni europee di questo genere, ed è molto popolare in Slovenia. Lanciato nel 1984, proietta film di tutto il mondo alla Slovenska Kinoteka di Ljubljana ed ha la caratteristica di non essere una competizione, ma una rassegna. La città è molto lgbt-friendly ed è stata all'avanguardia del movimento per i diritti nell'Europa orientale dalla metà degli anni Ottanta. Il festival è organizzato dal Roza Club Ljubljana, che fa parte dell'associazione lgbt SKUC (http://www.skuc.org/), ed ha il sostegno finanziario del municipio di Ljubljana, dell'ufficio sloveno per la gioventù e del British Council Slovenia.

Tutto il programma qui:http://www.ljudmila.org/siqrd/fglf/

venerdì 5 novembre 2010

Elisabetta Gut al Museo delle artiste a Washington

Al National Museum of Women in the Arts di Washington, fino al 16 gennaio
2011, mostra dell'artista italo-svizzera Elisabetta Gut, nata nel 1934 a
Roma. Poeta visiva, Gut è ispirata nelle sue costruzioni paralinguistiche da
sogni e ricordi, dall'amore per la musica e la poesia.


L'esposizione, dal titolo "Libri senza parole: La poesia visiva di Elisabetta Gut" presenta 22 poesie-collages, libri-oggetti (libro-foglia, libro-ombra, etc),
oggetti-poesie (poem-objetcs).

Vedi:
http://www.nmwa.org/exhibition/detail.asp?exhibitid=211

lunedì 1 novembre 2010

Quand les lesbiennes se font du cinéma - A Parigi il festival cinema lesbico

Si svolge a Parigi l'1-2 novembre la ventiduesima edizione del festival
internazionale di cinema lesbico e femminista "Quand les lesbiennes se font
du cinéma", organizzato da Cineffable: trentatre corti da 15 paesi,  due
lungometraggi (l'italiano "Viola di mare" e "Elena Undone" di Nicole Conn),



quattro documentari ("Edie and Théa: A Very Long Engagement", "Topp Twins
Untouchable Girls", "Verliebt, verzopft, verwegen", "Sin by Silence".

Ma anche incontri e proiezioni per celebrare i 40 anni del movimento di
liberazione delle donne in Francia, ed un omaggio a Michèle Causse.

Tutto il programma in:
http://www.cineffable.fr/en/f_progEn.htm